Santa Messa della Domenica 11 Ottobre 2026 10:30
Le parabole sono racconti attraverso i quali Gesù, come un Maestro, ci trasmette un insegnamento importante. Oggi ci parla di un re che prepara una festa per suo figlio. Tutto è pronto, perché qualcuno ha pensato agli invitati. E qual è il regalo più grande che possiamo fare quando siamo invitati a una festa? Non ciò che portiamo, ma la nostra presenza!
Dio ci invita alla sua festa e la risposta più bella è accettare l’invito, aprire la porta di casa e andare. Eppure, nella parabola, alcuni rifiutano violentemente, altri perché hanno impegni e cose più urgenti da fare. Quante volte succede anche a noi? Rincorriamo continuamente urgenze ed emergenze, durante la settimana e persino la domenica, dimenticando ciò che è veramente importante. Inseguendo le urgenze rischiamo di perdere l’essenziale! Lavoriamo, sistemiamo casa, facciamo mille cose e poi magari non ci amiamo più, perdiamo la pazienza, diventiamo ansiosi e non proviamo più gusto per nulla. Perché abbiamo perso di vista l’essenziale.
Eppure Dio continua a invitarci, senza fare preselezioni. Il Vangelo dice che il re invita buoni e cattivi. Gesù non guarda se siamo ricchi o poveri, sani o ammalati, intelligenti oppure no. Invita tutti, perché il suo amore offre a ciascuno una possibilità. Tutto è pronto, ma dobbiamo rispondere concretamente: non basta dire «Ci vado», bisogna andarci! Come non basta dire «Studio», bisogna aprire il libro!
Poi il re incontra un invitato senza l’abito nuziale. Ma perché prima invita tutti e poi rimprovera chi non ha il vestito adatto? Perché l’abito rappresenta la preparazione del cuore. Non basta partecipare alla festa, bisogna prepararsi interiormente. Possiamo indossare abiti bellissimi, ma avere il cuore impreparato.
Per questo veniamo in chiesa e partecipiamo al catechismo: per prenderci cura di quella parte di noi nella quale scegliamo, amiamo, speriamo, crediamo e decidiamo. Anche l’attesa della Prima Comunione, il 23 maggio, e della Cresima, il 6 giugno, deve diventare preparazione. L’abito della festa è la grazia di Dio, quella disposizione interiore che ci permette di accostarci all’Eucaristia con il cuore pronto.
Chiediamo al Signore il desiderio di partecipare sempre alla sua festa e la forza di mettere da parte ciò che ci allontana dall’essenziale. Perché, Gesù, se io non sto con Te, anche tutte le altre cose, piano piano, non riesco più a farle.
Gesù ci accetta per quello che siamo, ma non vuole lasciarci come siamo! Anche noi accogliamo tutti i bambini al catechismo, con la speranza che crescano nella fede e diventino strumenti nelle mani di Gesù, capaci di riportarci all’essenziale della vita.
Oggi rinnoviamo le promesse del Battesimo, rinunciando tre volte al male e professando tre volte la nostra fede. Perché questa è la nostra fede, la fede della Chiesa, che ci gloriamo di professare in Cristo Gesù, nostro Signore.
Dio ci invita alla celebrazione eucaristica come a una festa di nozze. E il regalo che attende da noi è una preghiera fervente e sincera.
